La politica monetaria della FED si riferisce alle azioni intraprese dalla banca centrale USA al fine di influenzare il valore della valuta al fine di promuovere gli obiettivi economici nazionali. Negli Stati Uniti, il Federal Reserve Act del 1913 ha dato la responsabilità alla Federal Reserve dell’impostazione della politica monetaria. La legge è stata modificata nel 1977 per includere i seguenti due obiettivi, ovvero promuovere la produzione massima sostenibile e l’occupazione, oltre a creare dei prezzi stabili. Cos’è la politica monetaria? Un modo per descrivere la politica monetaria è il cambiamento di qualcosa che la banca centrale può manipolare direttamente, come l’offerta di moneta o il tasso di interesse a breve termine, noto anche come tasso sui fondi federali. Il tasso sui fondi federali è il tasso di interesse al quale le banche prestano i loro fondi di riserva in eccesso presso la Federal Reserve ad altre banche. La politica è considerata “espansiva” se aumenta la dimensione dell’offerta di moneta o diminuisce il tasso di interesse, mentre si dice di essere in “contrazione” se si riduce la dimensione dell’offerta di moneta o aumenta il tasso di interesse. Un altro modo per descrivere la politica monetaria è sugli effetti desiderati sull’economia. Secondo il capitolo 2 del documento della Federal Reserve, ovvero il Federal Reserve System: finalità e funzioni, “nel breve periodo una certa tensione può esistere tra i due obiettivi” e “in tali circostanze i responsabili di fronte alla politica monetaria devono decidere se concentrarsi sulle pressioni sui prezzi o sull’ammortizzazione della perdita di posti di lavoro e del calo della produzione. Così, la politica monetaria è descritta come “accomodante” se la banca centrale sta cercando di rilanciare la crescita economica “neutrale“, non facendo un tentativo di aumentare la crescita, né di combattere l’inflazione, oppure viene definita “stretta” se invece è destinata a ridurre l’inflazione. Come opera la Federal Reserve nel realizzare i suoi obiettivi? La Fed non può controllare l’inflazione o i posti di lavoro in maniera diretta. Invece, può influenzarli indirettamente attraverso l’uso dei seguenti tre strumenti di politica monetaria:
Con l’utilizzo di questi tre strumenti la Federal Reserve influenza la domanda e l’offerta dei fondi di riserva e in questo modo altera il tasso dei fondi federali. In aggiunta la Federal Reserve può utilizzare la “moral suasion” per fare pressione su taluni partecipanti al mercato, spingendoli ad agire in un dato modo, oppure attraverso delle operazioni apposite in cui la Fed definisce l’obiettivo che sarà al centro del mercato, definendo anche la costruzione di queste future azioni monetarie e delle aspettative volte ad aumentare l’efficacia delle azioni in corso. Alzando o abbassando i tassi d’interesse si influenza anche la domanda di beni e di servizi. La Federal Reserve afferma che “le variazioni del tasso dei fondi federali innesca una catena di eventi che interessano anche altri tassi di interesse a breve termine, tassi di cambio, tassi di interesse a lungo termine, la quantità di moneta e del credito, e, infine, una serie di variabili economiche, tra cui l’occupazione, la produzione e i prezzi di beni e di servizi “. Perché la politica monetaria della FED non influenza il mercato azionario? La politica monetaria influenza la produzione e l’occupazione nel breve periodo e può essere utilizzata per appianare il ciclo economico, ma nel lungo periodo la produzione e l’occupazione dipendono dall’efficienza del capitale, dalla produttività del lavoro, dal risparmio e dalla propensione al rischio. Ad esempio, quando la domanda si indebolisce e c’è una fase di recessione, la Fed può temporaneamente stimolare l’economia abbassando i tassi d’interesse. La Fed avrà qualche difficoltà a gestire la politica monetaria in maniera perfetta, ma le forze monetarie in gioco possono dare vento alle vele delle lavoro. Quando la politica della Fed è espansiva, si investe economicamente in settori sensibili, come quelli industriali, quelli finanziari e quelli del settore tecnologico. Quando la politica della Fed è in una fase di contrazione, l’esposizione del patrimonio netto è in calo e si investire in settori economicamente meno sensibili, come quelli dei beni di consumo e dell’assistenza sanitaria. Come sempre ci sono rischi, come con qualsiasi strategia di investimento. Alcune delle preoccupazioni quando si segue una strategia basata sulla politica monetaria sono il fatto che questa strategia si è rivelata proficua in passato. Questo non significa che la cosa continuerà ad essere efficace anche in futuro. I risultati degli investimenti riflettono l’andamento nel medio e lungo periodo. La strategia non prevede rendimenti superiori per i vari periodi. Ci sono stati alcuni studi fatti per determinare se gli investitori possono ottenere profitti anormali osservando il cambiamento delle operazioni della Federal Reserve e i cambiamenti della politica monetaria. Questi studi hanno concluso che, utilizzando una semplice regola fatta al fine di determinare l’orientamento della politica monetaria, gli investitori possono anche operare al di fuori del mercato azionario statunitense. I periodi di politica monetaria espansiva sono associati da una forte performance dei titoli, ovvero dei rendimenti superiori alla media e con un rischio inferiore alla media, mentre i periodi di politica monetaria restrittiva in genere coincidono con un andamento dei titoli deboli, ovvero dei rendimenti inferiori alla media e superiori al rischio medio. Le società a bassa capitalizzazione sono più sensibili rispetto alle società a grande capitalizzazione ai cambiamenti delle condizioni monetarie. I titoli ciclici hanno inoltre una sensibilità molto più elevata alle variazioni delle condizioni monetarie di altri titoli. Possiamo dunque dire che la politica monetaria degli Stati Uniti ha un’influenza molto importante sui mercati mondiali, da tenere sicuramente sott’occhio per valutare anche l’andamento delle valute. Articolo tratto da www.mondoforex.com del 30/10/2010. |